Commemorazione dei Defunti, Festa dei Morti in Sicilia (Per i bambini: “La Befana Siciliana”)

Tutti i Santi - Beato Angelico - National Gallery, Londra.
La “Festa dei Morti” in Sicilia è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo, viene celebrata il 2 Novembre per commemorare i defunti.

Si narra che anticamente nella notte tra l’1 ed il 2 Novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni.
Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali fiere, che si svolgono in molte parti della Sicilia.

Qui si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini, che vengono poi nascosti in casa e trovati da quest’ultimi, al mattino presto, con una sorta di caccia al tesoro.

Oltre a giocattoli di ogni sorta, esiste l’usanza di regalare scarpe nuove, talvolta piene di dolcetti, come i particolari biscotti tipici di questa festa: i “Crozzi ‘i Mottu” (ossa di morto) o i “Pupatelli” ripieni di mandorle tostate, i taralli ciambelle rivestite di glassa zuccherata, i “Nucatoli” e i “Tetù” bianchi e marroni, i primi velati di zucchero, i secondi di polvere di cacao.

Frutta secca e cioccolatini, accompagnano “U Cannistru”, un cesto ricolmo di primizie di stagione, frutta secca altri dolciumi come la frutta di martorana e i “Pupi ‘i Zuccaru” statuette di zucchero dipinte, ritraenti figure tradizionali come i Paladini.

Tradizione esclusivamente palermitana, vengono chiamati “Pupi a Cena” o “Pupaccena”, per via di una leggenda che narra di un nobile arabo caduto in miseria, che li offrì ai suoi ospiti per sopperire alla mancanza di cibo prelibato.

In alcune parti della Sicilia viene preparata la “Muffoletta”, pagnottella calda appena sfornata “Cunzata”, la mattina nel giorno della commemorazione dei defunti, con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott’olio e qualche fettina di formaggio primo-sale.

Ricetta delle castagnole

Ricetta delle castagnole.
Ingredienti:

  • 500 g di farina di castagne;
  • 4 uova;
  • 100 g di burro;
  • 50 g di zucchero;
  • la buccia di un limone grattugiata;
  • ¼ l di olio d’oliva;
  • sale q.b.;
  • 100 g di zucchero a velo;
  • cannella;
  • 1 bicchiere di rhum.

Preparazione.

Ponete la farina in una terrina, nel mezzo adagiatevi le uova, il burro fuso, il rhum, lo zucchero, la buccia di limone e un pizzico di sale.
Impastate il tutto per ottenere una pasta morbida ed omogenea.
Tagliatela, quindi, a pezzetti come noci e arrotolatela.
In una padella fate friggere queste in modo che si dorino, adagiate su un foglio di carta assorbente e servitele coperte di cannella e zucchero a velo.

Buon appetito!


Recipe of castagnole (chestnut crackers)

Ingredients:

  • 500 g chestnut flour;
  • 4 eggs;
  • 100 g butter;
  • 50 g sugar;
  • grated zest of one lemon;
  • ¼ l of olive oil;
  • salt to taste;
  • 100 g powdered sugar;
  • cinnamon;
  • 1 glass of rum.

Proceeding.

Can the flour into a bowl, in the mid arrange the eggs, the melted butter, rum, sugar, the lemon peel and a pinch of salt.
Knead all to a smooth and homogeneous dough.
Cut into small pieces such as nuts and roll them to balls.
Fry them until golden, put them on a sheet of absorbent paper and serve covered with cinnamon and powdered sugar.

Enjoy your meal!

La leggenda di San Martino

Saint Martin and the Beggar - El Greco - National Gallery of Art, Washington, D.C.
Era l’11 novembre: il cielo era coperto, piovigginava e tirava un ventaccio che penetrava nelle ossa; per questo il cavaliere era avvolto nel suo ampio mantello di guerriero.
Ma ecco che lungo la strada c’è un povero vecchio coperto soltanto di pochi stracci, spinto dal vento, barcollante e tremante per il freddo.

Martino lo guarda e sente una stretta al cuore. “Poveretto, pensa morirà per il gelo!” E pensa come fare per dargli un po’ di sollievo. Basterebbe una coperta, ma non ne ha. Sarebbe sufficiente del denaro, con il quale il povero potrebbe comprarsi una coperta o un vestito; ma per caso il cavaliere non ha con sé nemmeno uno spicciolo.

E allora cosa fare? Ha quel pesante mantello che lo copre tutto. Gli viene un’idea e, poiché gli appare buona, non ci pensa due volte. Si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al poveretto.
“Dio ve ne renda merito!”, balbetta il mendicante, e sparisce.

San Martino, contento di avere fatto la carità, sprona il cavallo e se ne va sotto la pioggia, che comincia a cadere più forte che mai, mentre un ventaccio rabbioso pare che voglia portargli via anche la parte di mantello che lo ricopre a malapena. Ma fatti pochi passi ecco che smette di piovere, il vento si calma. Di lì a poco le nubi si diradano e se ne vanno. Il cielo diventa sereno, l’aria si fa mite.
Il sole comincia a riscaldare la terra obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello.

Ecco l’estate di San Martino, che si rinnova ogni anno per festeggiare un bell’atto di carità ed anche per ricordarci che la carità verso i poveri è il dono più gradito a Dio.

Tutti conosciamo questa leggenda ma fa bene ricordarla anche per farci tornare indietro nel tempo.

Ed è proprio con la leggenda citata che vogliamo comunicarvi che Domenica 11 novembre, castagne, vino e … non solo vi attendono al Ristorante Jonio Eventi del Camping Jonio.


The legend of St. Martin

It was on Novembre 11: the sky was overcast, rainy and brought a wind that penetrated to the bones. Therefore the knight was wrapped in his cloak as a warrior.
But here down the road there’s a old, poor man only covered with a few rags, pushed by the wind, staggering and trembling from the cold.

Martin looks at him and feels a pang in his heart: “Poor guy”, he thinks, “he’ll die from the cold!” and wonders how to give him some relief. Best would be a blanket, but he has none. Helpful would be some money, so the poor man could buy a blanket or a dress; but the rider does not have even a penny with him.

So what to do? He has this heavy mantle that covers everything. So he gets an idea and, as it seems good to him, he don’t think twice. He takes off his coat, cuts it with his sword in two pieces and hands the poor a half.
“May God reward you there!”, stutters the beggar, and disappears.

St. Martin, glad to have made charity, spurs his horse and rides in the rain beginning to fall stronger than ever, while a furious wind seems to wish to take away the part of the mantle, which covers him barely. But after a few steps the rain stops, the wind dies down. A little later the clouds disappear, the sky clears up and the air becomes mild.
The sun begins to warm the earth forcing the knight to take off his half of the shell.

This is the Indian Summer which renews every year to celebrate a fine act of charity and also to remind us that charity toward the povery is a gift most pleasing to God.

We all know this legend but it’s good to remember even for moving back in the time.

And it’s with the mentioned legend we want to announce that on Sunday, November 11 not only at the Camping Jonio – Restaurant Jonio Eventi chestnuts, wine and … waiting for you.

Ricetta medioevale della zuppa di cipolle

Zuppa di cipolle.
Dosi per 4 persone.
Tempo di preparazione: 20 minuti.
Tempo di cottura: 30 minuti.

Ingredienti:

  • 500 g di cipolle bianche;
  • 40 g di farina;
  • 80 g di burro;
  • 1 litro e ¼ di brodo di pollo;
  • 100 g di formaggio Gruyère o Emmental tagliato a fettine sottili;
  • prezzemolo tritato;
  • 4 fette di pane casareccio abbrustolite;
  • sale;
  • pepe appena macinato.

Attrezzatura: 4 tegamini di coccio.

Sbucciate e affettate finemente le cipolle e fatele rosolare per qualche minuto nel burro.
Cospargete con la farina bianca e mescolate a lungo, bagnate più volte la preparazione con poco brodo caldo fino a che ne avrete aggiunto 1 litro abbondante.
Mescolate e lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 30 minuti.
Aggiungete il sale.
Sistemate nei tegamini le fette di pane abbrustolite, versatevi sopra la zuppa, pepate abbondantemente e coprite con fettine di Gruyère o Emmental.
Passate in forno caldo e lasciate gratinare sino a che la superficie sarà ben dorata.
Servitela caldissima.


Medieval recipe of onion soup

Amounts for 4 persons.
Time for preparation: 20 minutes.
Time for cooking: 30 minutes.

Ingredients:

  • • 500 g white onions;
  • 40 g white flour;
  • 80 g butter;
  • 1 liter and ¼ chicken broth;
  • 100 g of Emmental or Gruyère cheese, cutted in thin slices;
  • chopped parsley;
  • 4 slices of toasted homemade bread;
  • salt;
  • freshly ground pepper.

Equipment: 4 clay pans.

Peel and slice the onions finely and fry in butter for minutes.
Sprinkle with flour for a long, wet the preparation several times with a little hot broth until you have added plenty of 1 liter.
Stir and cook on low heat for about 30 minutes.
Add the salt.
Place the slices of toasted bread into the pans, pour over the soup, pepper in abundance and cover with slices of Gruyère or Emmental.
Put into the hot oven and let gratin till the surface is golden brown.
Serve very hot.

Festa Medioevale di Motta Sant’Anastasia

Vista di Motta Sant'Anastasia, in primo piano, e Belpasso, più indietro, dalla S.S. Catania-Gela. – Close-up of Motta Sant'Anastasia, Belpasso is on the background. Picture taken from the S.S. Catania-Gela. – Wikipedia, Foto di Roberto Quartarone.
Il Medioevo rappresenta un’epoca di grande fascino ed è in questo periodo, infatti, che la Sicilia vede la nascita d’importanti civiltà, quella bizantina, araba e normanna.
Ogni anno a metà agosto il borgo di Motta Sant’Anastasia cambia aspetto e i tre rioni del paese (Rione Vecchia Matrice, Rione Panzera e Rione Maestri), tornano indietro nel tempo organizzando spettacoli medioevali.

Per un’intera settimana (quest’anno 2012 dall’11/08 al 19/08) si torna a rivivere il passato, si sogna e ci si diverte, dimenticando il presente. Vedrete per le piccole strade sfilare menestrelli, streghe, saltimbanchi, danzatrici e sbandieratori. È il periodo in cui le dame, i cavalieri e i giullari vivevano nel borgo medioevale ed è l’occasione adatta per assaggiare le pietanze arabo-andaluse, i dolci e bere un buon bicchiere di vino e Hyppocrassum.

Durante il periodo ellenico Motta Sant’Anastasia è stato un borgo di poca importanza, ma la posizione geografica che domina la Piana di Catania ha fatto si che si consolidasse nei secoli per le varie invasioni iniziate già ai tempi di Dionisio, continuarono nel periodo romano, bizantino, arabo, normanno,.ecc.
Nel periodo Normanno, Motta difese la città di Catania e la Valle del Simeto.

Tutt’oggi da visitare a Motta ci sono: la Chiesa dell’Immacolata, la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa di Sant’Antonio, la Chiesa Madre e il Castello con la Torre di Motta (o Dongione) che fu costruita fra il 1070 e il 1074 e sorge su un promontorio panoramicissimo, alto circa 65 m, costituito da roccia basaltica (il “neck”).
La torre con la sua altezza e la sua bellezza, risalta alla vista.

La particolarità di Motta Sant’Anastasia è l’esistenza, come detto, dei “Rioni”, nati nel XIX secolo, quando operai e artigiani da un lato e contadini dall’altro, formarono 2 partiti che in seguito furono chiamati Rioni ( Rione Giovani Maestri dai colori bianco-azzurro , il Rione Vecchia Matrice dai colori giallo-verde e il Rione Panzera con i colori bianco-rosso).
La funzione dei partiti era di rendere omaggio a Sant’Anastasia, patrona del paese.
Inizialmente la festa era il 25 dicembre, ma i mottesi la spostarono in agosto perché i campi davano più fondi per organizzare una festa degna della patrona.

Dal Camping Jonio potete raggiungere Rione con i bus AST oppure potete chiedere direttamente a noi per il noleggio di un’automobile.


The Medieval Festival at Motta Sant’Anastasia

The Middle Ages is an era of great charm and it is in this period, in fact, that Sicily saw the birth of major civilizations, the Byzantine, the Arab and the Norman.
Every year in the mid of August, the town of Motta S. Anastasia changes its appearance and the 3 town districts (Rione (district) Vecchia Matrice, Rione Panzera and Rione Maestri) go back in time by organizing medieval events.

For an entire week (this year 2012 from Aug 11 to Aug 19) it turns to relive the past, dreaming and having fun, forget about the present. See the small streets, where minstrels, witches, acrobats, dancers and flag bearers parade. This is the time the ladies, knights and jesters lived in the medieval village. And it’s the ideal opportunity to taste the Arabic-Andalusian cuisine and sweets and drink a good glass of wine and Hyppocrassum.

During the Hellenic period Motta Sant’Anastasia was a village of small importance, but its geographical position overlooking the Piana di Catania (Plain of Catania) has made over the centuries to consolidate against the different invasions beginning in the days of Dionysos continued during the periods of the Romans, the Byzantines, the Arabs, the Normans a.s.o.
In the Norman period, Motta Sant’Anastasia defended the city of Catania and the Valle del Simeto (Simeto Valley).

Nowadays at Motta there is to visit: la Chiesa dell’Immacolata (church of the Immaculate), la Chiesa della Madonna delle Grazie (church of Our Lady of the Graces), la Chiesa di Sant’ Antonio (St. Anthony church), la Chiesa Madre (the Cathdral church) and the Castello (Castle) with the Torre di Motta (Tower of Motta) (or Dongione/Dungeon) constructed between 1070 and 1074, placed on a very panoramic cliff, about 65m high, built of basalt (called the “Neck”).
The tower with all its high and beauty stand out of sight.

The special feature of this town is the existence, as mentioned, of the Rioni, born in the nineteenth century, when workers and craftsmen on the one hand and farmers on the other formed 3 parties which were later called Rioni (wards): Rione Giovani Maestri with the colours white-blue, Rione Vecchia Matrice with yellow-green and Rione Panzera, colored white-red.
The role of the parties was to pay homage to St. Anastasia, Patron Saint of the county.
Initially the festival was on December 25, but the Mottesi moved it to August, because the fields gave more funds, so they could organize a festival worthy of the Patron Saint.

From Camping Jonio you may reach Motta Sant’Anastasia by coach AST (travel time about 1 hour) or you may call us for car-rental.

Ricetta dell’insalata di fagioli

Insalata di fagioli.
Visto il caldo, oggi mangiamo qualcosa di fresco: insalata di fagioli.

Ingredienti:

  • fagioli bianchi e grossi;
  • sedano;
  • tonno sott’olio
  • ravanelli;
  • capperi;
  • olio d’oliva;
  • sale.

Preparazione.

Cuocete i fagioli con acqua e sale, raccomandiamo che siano bianchi e grossi.
Una volta cotti, scolateli e poneteli su un piatto di portata.
Aggiungete il sedano, il tonno sott’olio, i ravanelli, i capperi (sottaceto o dissalati) e un filo d’olio d’oliva.

Buon appetito!


Recipe of bean salad

Since the heat of today, let’s eat something fresh: bean salad.

Ingredients:

  • big white beans;
  • celery;
  • tuna in oil;
  • radiche;
  • capers;
  • olive oil;
  • salt.

Proceeding.

Cook the beans with water and salt; we recommend to use the large white ones.
Once cooked, drain them and place them on a serving plate.
Add the celery, the tuna in oil, the radishes, the capers (pickled or unsalted) and a drizzle of olive oil.

Enjoy your meal!

Il Castello di Adrano

Il Castello di Adrano.

Il Castello Normanno di Adrano è una torre eretta nel periodo del Conte Ruggero I di Sicilia, intorno all’XI secolo.

Il castello insieme con quelli di Paternò e Motta apparteneva a un sistema di difesa e controllo della Valle del Simeto e delle zone che portavano a Troina, Regalbuto e Randazzo.

Sicuramente il castello è stato costruito su una Torre Saracena, si capisce dall’architettura delle due grandi porte del piano terra, ma dopo il dominio normanno, passò ai Moncada, ai Peralta, agli Sclafani; dal 1754, invece, ai Conti Alvarez di Toledo fino al 1797 quando passò al Principe Luigi Moncada Ventimiglia Aragona e rimase di proprietà della famiglia fino al 1920.

La torre è a pianta rettangolare e tutta la struttura s’innalza su quattro piani.

Un muro divide in due parti il secondo piano e da una parte fu creata una cappella di pianta rettangolare.

Dal 1959 il castello è diventato sede del Museo Archeologico Etneo e all’interno si trovano la galleria d’Arte Contemporanea, la Pinacoteca, il Museo dell’artigianato e l’Archivio storico.

All’ingresso del Museo ci sono due leoni di pietra lavica che riprendono lo stemma del Casato Sclafani – Moncada.

Nei due saloni del piano terra si possono ammirare reperti preistorici (vasi e strumenti di pietra, di osso, urne di bronzo, ritrovate nelle grotte del Parco dell’Etna tra Adrano e Biancavilla).

Nella prima sala del secondo piano sono esposti reperti dell’antica città di Mendolito (un sito archeologico nato tra l’XI – IX secolo a.c. in un’ansa del fiume Simeto, tra Adrano e Centuripe).

Il luogo ricco di vegetazione fu un importante centro per la lavorazione dei metalli.

Intorno al V secolo a.C. la città fu abbandonata dai suoi abitanti, pare in coincidenza con la fondazione del nuovo centro di Adranon (l’attuale Adrano) a 8 km da Mendolito e costruito dal tiranno Dionisio I di Siracusa.

Nel secondo salone sono esposte le collezioni provenienti dal centro di Adranon (vasi, statuette di terracotta rappresentanti divinità ecc. ma un posto particolare è concesso al bellissimo busto di divinità femminile di terracotta del V secolo a. C.).

Sempre al primo piano si può ammirare la Cappella del castello con all’interno le collezioni numismatiche, teste di marmo, ecc.


The Castle of Adrano

The Norman Castle of Adrano is a tower built in the period of Count Roger I of Sicily, in about the eleventh century.

This castle, together with those of Paternò and Motta, belonged to a system of defences and control of Simeto Valley and the areas that led to Troina, Regalbuto and Randazzo.

Certainly the castle was built on a Saracen tower, what you can see on the 2 large doors at the ground floor. But after the Norman dominion the Castle passed to the Moncada, the Peralta and the Sclafani.

In 1754 it passed to the Count Alvarez of Toledo until 1797 when it passed to Prince Louis Moncada Ventimiglia Aragona and remained in the property of this family until 1920.

The tower is rectangular and the whole structure raises over 4 floors.

Since 1959 the castle is seat of the Archaeological Museum Etneo and inside there is the Gallery of Contemporary Art, Art Gallery, Craft Museum and the Historical Archive.

At the entrance of the museum there are two lions made of lava – stone reflecting the coat of arms of the House Sclafani – Moncada.

In two rooms of the ground floor you can see prehistoric remains (pots and tools made of stone or bones and bronze urns, found in the caves of Etna National Park, between Adrano and Biancavilla.

In the first room on the second floor are relics of the ancient city of Mendolito (an archaeological site born between the XI and the IX century BC in a bend of the river Simeto between Adrano and Centuripe).

This place is rich in vegetation and was an important centre of metal works.

Around the fifth century BC the city was abandoned by inhabitants, seems in coincides with the founding of the new centre of Adranon (now Adrano) 8 km from Mendolito built by tyrant Dionysius I of Syracuse.

In the second hall are displayed collections from the centre of Adrano (vases, terracotta figurines of gods etc. but a special place is given to the beautiful terracotta bust of a goddess of the fifth century BC).

Also on the first floor you can admire the chapel of the castle with a coin collection, marble heads, etc.